Architettura, alla ricerca del futuro del passato. Il progetto Robotomy vince “l’EIC Pathfinder”

È la prima volta per il Poliba. Lo sviluppo della robotica applicata alla stereotomia vale un finanziamento europeo da 3,3 milioni di euro per tre anni, 2026-2029. Il gruppo di ricerca coordinato da Giuseppe Fallacara corona gli oltre vent’anni di ricerche e sperimentazioni sui materiali lapidei al Politecnico. “Vincere un Pathfinder – dice Fallacara – equivale a vincere una sorta di Premio Oscar della Ricerca Industriale”. Inizio attività: settembre  2026

23 luglio 2026

Il DNA, l’essenza della Puglia, è scritto nella pietra. Dura come il calcare compatto, accomodante come il barocco, pronta ad assumere forme, figure, proporzioni, colori che raccontano espressioni di vita, di religione, caratteri, identità perdute. La pietra per costruire, rappresentare, segnare, per riconoscersi o riscoprirsi nella tradizione. La pietra, nella sommatoria, che disegna il paesaggio pugliese un po’ naif. Ed ecco i simboli: trulli, muretti bassi ed alti, lamie, pagliari, borghi che segnano presidi, confini, gli umori riverberati delle stagioni. La pietra nell’architettura, oggetto di ricerca e studio nel Politecnico di Bari da oltre venti anni ha trovato un importante riconoscimento europeo, nel progetto declinato al futuro, “Robotomy” (ROBOtic stereoTOMY, dal greco, ΣTEPEO, solido e TOMH, taglio). Si tratta di una scommessa ragionata, ponderata, allineata e soprattutto vinta, al manifesto del Programma europeo EIC Pathfinder del Consiglio Europeo dell’Innovazione, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma quadro, Horizon Europe. Programma dedicato a supportare la ricerca di frontiera di alto livello che incoraggia lo sviluppo di tecnologie fortemente innovative, capaci di generare scoperte scientifiche e industriali tali da creare nuovi mercati o di modificare quelli esistenti. Mediamente, solo il 4,5% dei progetti presentati vengono approvati e finanziati dall’UE. Insomma, vincere un Pathfinder equivale a vincere una sorta di Premio Oscar della Ricerca Industriale Europea!

Il Progetto, “Robotomy” riguarda l’applicazione della robotica all’architettura in pietra.

In particolare, indagherà il ruolo della collaborazione robotica e dell’automazione nel ripensare la costruzione stereotomica. Elaborato, dal professor Giuseppe Fallacara, ordinario di Composizione Architettonica al Politecnico di Bari e dal suo team di ricerca, intende proiettare una tradizione millenaria direttamente nell’era dell’automazione avanzata e della transizione ecologica. Contestualmente, “Robotomy” affronterà una delle sfide più drammatiche del nostro tempo: il rischio di perdere la memoria storica dei mestieri d’arte. Oggi, i lavori manuali legati alla pietra attirano sempre meno le nuove generazioni, minacciando di far scomparire un sapere tecnico e artigianale immenso. La risposta a questa crisi, tuttavia, non risiede nel rimpianto del passato, ma nell’abbraccio delle tecnologie digitali e dell’automazione.

Al progetto, “Robotomy”, finanziato con 3,3 milioni di euro nell’ambito di Horizon Europe, EIC-2025 per il periodo settembre 2026 – settembre 2029 si dedicherà un apposito consorzio guidato dal Poliba così composto nei ruoli: Politecnico di Bari, Italia, Coordinatore del progetto; System 3E, Polonia, Fabbricazione seriale industriale dei blocchi modulari; ETH Zürich, Svizzera, Stampa 3D a grande scala di componenti complessi; CommonSense Robotics, Belgio, Sviluppo software per la flotta robotica; Flanders Make, Belgio, Sistemi di posizionamento, sviluppo di pinze robotizzate; Politecnico di Milano, Italia, Prototipazione robotica e test fisici; Day One, Italia, Analisi normativa, pianificazione sfruttamento commerciale, comunicazione.

Gli obiettivi Strategici che verranno perseguiti dal consorzio di Progetto sono tre.

Design per l’Assemblaggio Robotico: Progettare e ottimizzare padiglioni stereotomici modulari specificamente adattati all’ambiente mediterraneo, riducendo al minimo le geometrie uniche dei blocchi (inferiori al 25%) per favorire la produzione industriale in serie.

Materiali e Fabbricazione Innovativa: Riprogettare il sistema costruttivo brevettato integrandolo con elementi complessi realizzati tramite stampa 3D su grande scala a partire da polveri di pietra riciclate (sviluppata dall’ETH di Zurigo).

Automazione e Intelligenza Artificiale: Sviluppare e validare il Task Execution Software (TES), un nucleo di IA in grado di coordinare una flotta multi-robot per l’assemblaggio di elementi prefabbricati, riducendo l’intervento manuale e azzerando gli errori di tolleranza tramite feedback in tempo reale.

“Questo grande riconoscimento – dice il prof. Fallacara, esperto internazionale di stereotomia, antica arte scientifica del taglio della pietra – è un segno di forza del nostro Politecnico in cui orgogliosamente mi sono formato, da studente di architettura a professore ordinario”. E sul progetto prosegue: “In un’evoluzione futura, la robotica non deve essere vista come una minaccia che cancella il lavoro umano, ma come lo strumento che lo rende ancora possibile. Il braccio robotico si informa e si nutre del sapere del maestro scalpellino e del muratore, trasformandosi nel custode tecnologico di una tradizione. Grazie al progetto “Robotomy”, i robot industriali non si limiteranno a tagliare o movimentare blocchi in modo standardizzato, ma eseguiranno il montaggio di sistemi voltati complessi e geometricamente innovativi, replicando l’accuratezza e la sensibilità statica dei maestri del passato. Il connubio tra stereotomia e robotica dimostra che l’innovazione tecnologica può mettersi al servizio della storia. La robotica non elimina l’artigianato; lo evolve, lo rende sicuro, efficiente e sostenibile per l’architettura del domani, assicurando che la pietra continui a essere la spina dorsale del paesaggio pugliese e globale”.

I primi passi del progetto. Il cosiddetto Kick off (calcio d’inizio) sarà a settembre 2026 con tutto il consorzio, a Verona, in occasione della Fiera Internazionale Marmomac. Lì saranno stabiliti tutti i passi iniziali: dalla selezione dei progetti (alcuni presentati già al Marmomac) alla messa a punto del complesso processo di realizzazione completo del progetto. Si partirà dal montaggio di archi semplici sino alla realizzazione di sistemi voltati complessi in un processo di progressiva difficoltà tecnica.

Le sedi ufficiali di lavoro saranno Bari, Lecco, Lovanio, Zurigo, Varsavia, Verona.

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